Aperitivo

Storia dell’aperitivo: un rito collettivo per tutte le stagioni

Storia dell aperitivo un rito collettivo per tutte le stagioni
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Il rito dell’aperitivo è un momento conviviale collettivo che caratterizza ormai qualsiasi weekend in giro per il mondo e soprattutto non conosce stagione. L’etimologia del termine è molto chiara: aperitivo deriva infatti dalla parola latina ‘aperitivus’, letteralmente ‘che apre’, e l’obiettivo di una simile bevanda è infatti quello di stuzzicare lo stomaco e di conseguenza la sensazione di fame. Bisogna tornare molto indietro nel tempo, fino al IV-V secolo avanti Cristo, per trovare le prime tracce – seppur embrionali – di quello che oggi chiamiamo ‘happy hour’. Il medico greco Ippocrate aveva infatti compreso come bastasse somministrare ai propri pazienti una bevanda amara, generalmente a base di assenzio, ruta e vino bianco, per fare in modo di ridurre la sensazione di inappetenza. La ricetta pensata da Ippocrate ha continuato a tramandarsi molto a lungo ed era infatti ancora utilizzata nel Medioevo dai frati alchimisti.

Nel corso del tempo questo gesto si evoluto, fino a giungere ai giorni nostri in una forma del tutto diversa. L’aperitivo non ha proprietà curative e viene associato alla compagnia di amici non alla condizione di pazienti. A un buon drink preparato a regola d’arte, come quelli che si trovano qui https://isgreencoffeefood.bar/aperitivo/, si accompagnano in genere stuzzichini e finger food di ogni tipo. L’aperitivo fa ormai parte della nostra routine, con picchi di entusiasmo che si toccano in modo particolare il venerdì sera ma in generale lungo tutto l’arco del weekend. L’happy hour si può fare in casa con gli amici ma è soprattutto nei locali, tra cocktail chic e bevande analcoliche, che si completa la magia dello stare insieme.

Quali sono i drink e le bevute più popolari

E’ nella Torino di fine Settecento che viene inventato da Antonio Benedetto Carpano il primo liquore più simile a quelli di oggi. Era pensato per essere bevuto prima dei pasti, in modo da stimolare la fame. Stiamo parlando del vermouth, cioè di un vino aromatizzato con la china dal gusto leggermente amaro (ancora oggi viene consumato in quantità sia in Italia che all’estero). Il primo aperitivo non a base di vino viene poi inventato nel 1815 a Milano e si tratta dell’Amaro Ramazzotti (ottenuto dal mix virtuoso di oltre 30 erbe).

Altre bevande tipiche dell’happy hour moderno sono poi il Martini bianco e il Campari che vengono impiegati per la realizzazione di diversi tipi di popolari cocktail. Siamo più o meno nella medesima epoca storica. agli albori dell’Unità d’Italia. Il primo è uno speciale vermouth realizzato con il vino moscato e una selezione di erbe lasciate a macerare (la versione dry sarà caratterizzata da un gusto più forte), il secondo invece – inventato da Gaspare Campari – è a base di erbe ma la sua ricetta originale resta segreta. Ha un bel colore rosso acceso, inoltre viene chiamato anche ‘bitter’ dal termine tedesco che vuol dire ‘amaro’.

L’abitudine dell’aperitivo prima del pasto, generalmente la cena, si è radicata nel corso del tempo nello stile di vita di tutti noi: ben presto, nell’arco del Novecento, l’aperitivo è divenuto simbolo di italianità. Oggi il cibo si riduce a stuzzichini, olive o tramezzini ma anche salatini e noccioline. In genere rappresenta l’avvio di qualsiasi serata in compagnia.